Patù e dintorni


E' difficile datare le origini
storiche di questo piccolo centro
del Capo di Leuca , anche se molti
studiosi, le hanno legate alle sorti
del piccolo centro messapico di
Vereto, che sorgeva nelle vicinanze
del paese e che fu distrutto dai
Saraceni. Sul luogo dove un tempo
sorgeva Vereto, oggi esiste una
piccola cappella dedicata alla
Madonna. Patù è famosa per il
monumento megalitico delle "Centopietre".
Ritenuto in passato di origine
messapica, è stato accertato,
recentemente, essere di origine
medioevale e costruito con il
materiale proveniente dalla vicina
città di Vereto, distrutta dai
saraceni. Di fronte alle "Centopietre"
è possibile visitare un altro bel
monumento del Salento Bizantino: la
chiesa di San Giovanni Battista.
Di
antica costruzione è anche la Chiesa
Parrocchiale, eretta nel 1584 ma più
volte sistemata nei secoli
successivi; del suo complesso
architettonico fa parte la torre
dell'orologio che, però, è stata
costruita nel 1940. Liborio Romano
La piccola cittadina leccese ha dato
i natali ad uno dei più nobili ed
attivi patrioti che l'Italia del
Risorgimento ricordi: Liborio
Romano. Appartenente ad una famiglia
di antiche tradizioni liberali,
Liborio Romano, a soli 21 anni, ebbe
la cattedra di diritto civile e
commerciale presso l'università di
Napoli. Nel 1820, essendo impegnato
in prima persona nella "Reazione
Borbonica", fu esiliato prima a Patù
e poi a Montpellier. Nel 1860, dopo
le imprese di Garibaldi, la
monarchia borbonica, ormai prossima
alla fine, offrì al Patriota la
carica di guardasigilli, incarico
che il Romano rifiutò. A Patù è
possibile vedere la casa dove il
patriota è nato recante, oggi, a
ricordo, una lapide.
Le Centopietre
Nel Salento,
storia e leggenda si intrecciano,
diventando, a volte, praticamente
indistinguibili... La leggenda
vuole, infatti, che il re di
Francia, Carlo il Calvo, prima
dell'anno mille, mandasse un
esercito, qui nel Salento, per far
fronte all'avanzata dei Saraceni;
tuttavia, allo scopo di scongiurare
la guerra, il signore di questi
luoghi, il Barone Geminiano, venuto
a conoscenza che, di li a poco,
sarebbero giunte le armate francesi,
cercò di trattare con i Saraceni.
Questi, però, vigliaccamente,
uccisero il Barone: questo atto fu
accolto con sdegno e rese
inevitabile la battaglia che si
tenne il 24 Giugno del 874, giorno
dedicato a San Giovanni Battista. I
Francesi ebbero la meglio sulle
armate saracene e riuscirono a
recuperare il corpo martirizzato del
povero Barone. Il corpo fu deposto
in un monumento funebre costruito
con gli enormi massi tratti dalle
vicine mura messapiche di Vereto:
questo monumento è tuttora visibile
ed è noto con il nome di "Centopietre".
La caratteristica di questo
monumento, che salta agli occhi del
visitatore è proprio il fatto di
essere realizzato con materiale "di
recupero". Si presenta non più alto
di due metri e mezzo ed è diviso, al
suo interno, in due navate. Al
centro, sorretta da tre colonne,
diverse l'una dall'altra, vi è
un'architrave recante affreschi
ormai poco visibili. Non rimane,
attualmente, traccia visibile del
sepolcro del Barone Geminiano.
La Chiesa di San Giovanni Battista
Di fronte alle Centopietre, si erge
un altro monumento, anch'esso molto
importante per la storia del
Salento: si tratta della Chiesa
intitolata a San Giovanni Battista.
Essa è testimone dell'arte Bizantina
in provincia di Lecce e, in modo
particolare, in questa zona del
Basso Salento. Questa chiesa ha una
caratteristica: presenta, sulla
facciata principale, di fronte alle
"Centopietre", ed esattamente sul
portale, due "bifore", invece di
una, cui era dato il compito di
illuminare l'interno. L'interno
della Chiesa è arricchito da pitture
di epoca Bizantina. Probabilmente,
questa Chiesa fu eretta a seguito
dell'esito favorevole della
battaglia contro gli islamici del 24
Giugno 874.
Frazioni
Marina di San Gregorio è una
frazione del comune e centro
balneare dello stesso. Ospita resti
visibili della città di Vereto, come
una scalinata di origine messapica,
un pozzo per il rifornimento di
acqua fresca e un porto ancora
visibile a pochi metri di
profondità, situato sulla punta
dell'insenatura.
Personaggi illustri
Nonostante la sua piccola
dimensione, Patù ha saputo offrire
diversi personaggi storici illustri,
come ad esempio Liborio Romano (1793
- 1867) che fu Ministro dell'Interno
e Prefetto di polizia nel 1860 nel
Regno di Napoli e tre deputati della
Repubblica: Liborio Romano, Giuseppe
Romano ed Ernesto Abaterusso.
Luoghi d'interesse
Nel territorio comunale sono
presenti diversi importanti
monumenti storici e siti
archeologici, come il sito
archeologico con i resti della città
messapica di Vereto, il monumento
delle Centopietre, istituito come
monumento nazionale, la chiesa di
San Giovanni Battista e la chiesa di
San Michele Arcangelo, sul cui
ingresso è riportata la discussa
iscrizione Terribilis est locus iste,
che compare anche in altri edifici
religiosi ed è talvolta considerata
di origine esoterica.
Fonte: Wikipedia & Tour-guide.it/patu
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