La grotta delle fate di Salve
Sul versante orientale del comune di Salve, il territorio si
manifesta suddiviso in due altipiani irregolari, poco
elevati, da un canale - letto di un antico fiume -
denominato "canale di Fano" che, ripiegandosi verso lo
Ionio, da origine ad una vasta valle di escavazione
fluviale. In tutto il canale del Fano sono frequenti i
fenomeni geo-morfologici che si manifestano durante i
periodi di intensa attività meteoritica. Tutto il territorio
di Salve in realtà è interessato da fenomeni carsici
di vario genere, ma in questo ritaglio di superficie abbiamo
una cavità di nota fama:
"La grotta delle fate". Dista dal paese abitato solo
pochi km, è fiancheggiata da una stradina consorziale è
soggetta a pericolosi fenomeni franosi. Solo un' equipe di
speleologi ha avuto il coraggio di inoltrarsi in questo
oscuro inghiottitoio nel lontano 1960:
"All' ingresso della grotta notiamo una sala di un diametro
di circa 15 metri, e un pavimento composto dai massi franati
dalle pareti. Poche stalattiti e stalagmiti. Il graffito di
un'inquietante croce greca che da l'idea di un remoto luogo
di culto. Attraverso una piccola galleria ci si ritrova,
poi,in una seconda sala, ma si è costretti a procedere a
carponi.
La
mitologia che avvolge il rapporto uomo-caverna non poteva
essere estraneo a questa cavità, infatti si è tramandata da
secoli una leggenda che ha intimorito i popolani invece di
spingerli ad esplorare il loro patrimonio:
"Nell' anno 1580, essendo padrone di quel feudo Andrea
Gonzaga, mentre di notte i contadini si riposavano stesi
sulla paglia nell' aia, videro avvicinarsi dalla grotta,
ballando e cantando, alcune giovani zitelle. Atterriti i
contadini, hanno fatto unanime il segno della Croce e le
donne si sono rifugiate li dove erano uscite,cioè nella
grotta..."
Tali racconti folkloristici e la negligenza della
popolazione porta questa insenatura spettacolare ad essere
tra non molto ignorata e distrutta. Noi ci auguriamo che
nulla del genere accada, ma che la sensibilità delle genti
possa proteggere le ricchezze della terra che ci ha dato la
vita.















