tradizioni popolari e gastronomiche
Con il susseguirsi e l’intrecciarsi nel corso della storia,
il Salento ha ereditato da altre culture un insieme di
caratteristiche culturali ed alimentari, facendosi nel tempo
però, promotore anche lui di nuove abitudini e di nuove
ricette che oggi vantano di essere gradite ed apprezzate dal
pubblico, sia per le qualità organolettiche del prodotto che
viene offerto, sia per i gusti delicati, per certi versi, ma
anche forti per altri per la presenza di aromi come il
sempre onnipresente peperoncino ed altre spezie tipiche.
I prodotti della campagna che troviamo sulla tavola vanno
dalle fave alle cicorie, dalle rape ai cavoli, carciofi,
asparagi ai lampascioni (cipolle) fino al peperone,
preparato in vari modi, fritti, grigliati, sott’olio,
melanzane e peperoncino.
I legumi come fave, ceci e lenticchia sono usati in molte
ricette, preparati in zuppe o passati, con l’aggiunta di
resti di pane duro oppure fritto, insieme a verdure
selvatiche.
I legumi come fave, ceci e lenticchia sono usati in molte
ricette, preparati in zuppe o passati, con l’aggiunta di
resti di pane duro oppure fritto, insieme a verdure
selvatiche.
Il pomodoro è prodotto in ottime qualità e quantità.
Troviamo pomodori ciliegino, pomodori leccesi, i san marzano,
quelli per insalata, i pomodori de pennula che si trovano in
estate e che possono essere conservati in luoghi freschi ed
usati nel periodo invernale. Da non dimenticare che quasi il
90% della popolazione salentina è produttore di salsa o
pelati per propria consumazione.
La nostra terra ci permette di produrre buone quantità di
frutta e verdura.
Frutta tipica sono le “culummare” o fioroni che si trovano
nel periodo fine maggio, inizi di giugno, dopodiché nel
periodo caldo si raccolgono i fichi, fichi d’india con una
grande produzione in estate, tipico è anche far essiccare i
fichi al sole per poter essere gustati in altri periodi
dell’anno.
Si produce ancora molta marmellata di albicocche, mele
cotogne la famosa “cutugnata”, che viene spesso utilizzata
per preparare di dolci natalizi o crostate.
Presente nei condimenti anche gli odori mediterranei come il
rosmarino, il basilico, la menta, i capperi, il prezzemolo,
l’aglio, la cipolla.
Questi odori anche se intensi, sono comuni anche nella
cucina di mare, dove queste spezie vengono spesso utilizzate
nelle zuppe di pesce, per la preparazione di frutti mare
come cozze e ricci, per le grigliate e fritture miste di
pesce, molluschi come calamari, gamberetti e totani.
Piatto base dell’ alimentazione salentina è la pasta
prodotta artigianalmente con farina di grano, dalle nostre
nonne, mamme, in varie forme e modi, come : orecchiette, i
minchiareddi (maccheroncini), sagne e trie (strisce di forma
irregolare).
Da non dimenticare ancora alcuni preparati di impasti di
farina fermentati all’aria aperta, da cui derivano il pane
lievitato e quel preparato che viene chiamato “acquassale”,
un impasto di acqua, sale, olio; pane a cui venivano
aggiunte erbe, sostituite poi da origano.
Da tale preparato deriva ancora il pane cotto o in altre
zone detto pane cuettu, pane raffermo oppure “scrafuezzuli”.
Prodotto principale è la “frisa”.
Questi erano i piatti dei poveri, prima le famiglie erano
numerose e non sempre c’era la possibilità di comprare o
fare del pane, per questo motivo si sono creati dei metodi
di produzione di questo genere affinché questi prodotti
della panificazione durassero nel tempo. Prima la maggior
parte delle casa possedeva il camino o focolare di pietra e
in casa si faceva anche il pane. Altre famiglie invece
vivevano di ciò, possedevano grandi forni per permettere una
produzione più grande e vendere il pane in paese.
Ancora oggi nei piccoli paesi della provincia esistono i
fornai di cui vantano un’arte molto pregiata. In questi
forni non si produce solo il pane, ma anche molti biscotti
sia dolci, sia salati come le friselline, taralli, ecc. che
possono essere consumati in uno spuntino oppure spesso
utilizzati per la preparazione di antipasti tipici con altri
ingredienti.
Oggi la frisa viene usata da molti di noi in sostituzione
del pane di grano.
I formaggi e le carni sono altri elementi importanti che
difficilmente mancano sulla nostra tavola.
Troviamo formaggio pecorino, la burrata, la giuncata, la
ricotta, mozzarella, consumati spesso come antipasti.
Le carni di tutti i tipi sono a base di arrosti e grigliate
di origine silvo- pastorali.
Il castrato d’agnello tipico nel periodo di Pasqua, gli
“gnomarieddi” o “turcineddi” (involtini con interiora ovine,
caprine e spezie), salsicce e sanguinacci.
Arricchiscono la nostra tavola, le lumache dette “monicedde”
o “cozze con la panna”.
Quelle con la panna sono quelle che arrivano con i primi
caldi vanno sotto terra in attesa delle piogge autunnali e
si proteggono con la pannura che indurendosi fa da scudo
protettivo. Queste si preparano arrostite in padella o
soffritte con cipolla, pomodoro, peperoncino.
Altro tipo di lumaca è la cosiddetta “cozza picinna” che si
trova nelle campagne nel periodo fine aprile inizi giugno.
Si mangia bollita con olio, aglio, origano e peperoncino.
Prodotto base della nostra cucina è l’olio extra vergine di
oliva a cui verrà dedicato uno spazio speciale.
Per gustare tali prelibatezze infine, il Salento vanta di
produrre vini DOC.
Più avanti vi proporremo anche i dolci tipici che potrete
gustare.
Dal punto di vista dietetico le nostre ricette sono ricche
di tutti i principi nutritivi,sono caratterizzate da
prodotti coltivati in zone di campagna attentamente curate
dai nostri agricoltori e accuratamente selezionati.
Per una maggiore sicurezza consigliamo di accertarsi della
provenienza del prodotto, verificare la conservazione di
esso in modo tale che rispondono ai criteri organolettici.
Per un’alimentazione corretta vi consigliamo di mangiare in
maniera equilibrata, varia e in quantità moderate.














