Pensiero e paesaggio dedicato al turista
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Caro turista che hai scelto la
Puglia, il Salento e Salve, benvenuto tra noi.
I depliant le avranno raccontato dei
cieli carichi di bontà, delle sere
d’estate o dell’aria di infinito che
si respira nella orientale Otranto.
Le avranno descritto l’antico e
sapiente sole del Gargano o il canto
assordante delle cicale, che non
sono cicale ma divinità impegnate a
tener desti gli uomini dal torpore.
Tutto vero. Come è vero che qui la
natura è colore. Qui il bianco è la
sapienza contadina che abbaglia le
pareti delle case. Il rosso è il
pomodoro dal perduto profumo di
terra. Il verde è la macchia
mediterranea che inebria di menta e
di rosmarino, di cappero e di
salvia. Il blu è un mare di santi e
di navigatori.
Il giallo è nelle
spighe di grano del pane che
doneranno: e nulla è più sacro per
gente che il pane non lo ha sempre
avuto. Lo assaggi questo pane. E ci
passi un filo di quell’olio che è
sempre stato anch’esso sacro
dall’antichità. Si goda questi
colori, se può. E si faccia
trafiggere da quella luce purissima
che ha incantato gli artisti, quella
luce classica che “forma le forme”.
Non vorremmo inchiodarla, caro
turista, alla mitologia di un tempo
lento. Anche se il suo soggiorno
sarà breve, vogliamo soltanto
suggerirle come guardarsi attorno
per conservare qualcosa in più della
terra che la ospita. Quei muretti a
secco che accompagnano i suoi
chilometri in macchina, per esempio.
Sono la più ingegnosa architettura
povera di una terra che con le
pietre ha combattuto da sempre. E
che le ha messe una sull’altra per
migliaia di chilometri, facendone
confini che i secoli non hanno
scalfito. E sapesse che vita, tra
una pietra e l’altra.
E i trulli o pajare,
paesaggio di fiaba che sembra un
girotondo di bambini, freschi
d’estate e caldi d’inverno, e in
cima pennacchi misteriosi.
La solida pietra ha creato qui la
magnificenza delle cattedrali,
svettanti al cielo austere ed
imponenti, sentinelle davanti al
mare ad addolcire il cuore dei
marinai o con i paesi attorno, come
quella tenerissima di Ruvo, la più
bella cattedrale contadina d'Italia.
E’ la stessa pietra dei castelli che
raccontano di cavalieri, armi, amori
e di popoli che hanno fatto della
Puglia un forziere di civiltà. E’ la
stessa pietra delle masserie, le
cattedrali verdi. Ma quando la
pietra è tanto tenera da poter
cantare sotto il cesello, brulica
allora incontenibile la stupefacente
varietà dei merletti del Rosone
della Cattedrale di Troia o la
meraviglia del barocco talentino.
Lecce galleria a cielo aperto. Si
perda caro turista, in questa città
delle meraviglie. Alzi gli occhi al
cielo e vedrà tanti angioletti
sorriderle con i loro occhioni
furbi.
Ma la pietra è stata capace qui di
altre magie. Come il mondo incantato
delle grotte, a cominciare da quel
luna park sotterraneo di Castellana,
dove milioni di anni di gocce
d’acqua hanno creato la più
eccitante favola mai scritta. O le
grotte che si illuminano di mille
riflessi sul mare, coi pescatori che
ci vanno a ringraziare la Madonna.
E se vuole, caro turista, sentire il
respiro solenne dell’antichità, si
acquieti sotto l’ombra di un ulivo
millenario, contorto e nodoso come
le mani dei contadini che il pittore
Cantatore ha immortalato nella
nostalgia dell’emigrazione. Vivono,
questi ulivi, con un pugno di terra
e una lacrima d’acqua; come i
contadini di Puglia vivevano di un
pugno di olive e di un pezzo di
formaggio. Così è la severa gente di
Puglia. E questa è la spiritualità
della zolla, non solo quella
universale di Padre Pio che richiama
lassù dalla montagna.
E soprattutto, caro turista, se fa
caso, qui la gente non la accoglie
ma le viene incontro; perché così è
sempre stata la Puglia, terra di
frontiera. Perché ogni straniero
poteva essere un dio e la tavola era
sempre pronta per lui come è sempre
pronta per lei. Se non avrà la
cattiva idea di andare a magiare in
un fast-food o in un ristorante
cinese.
(Lino Patruno)
Le spiagge più belle della
riviera ionica che con quel caldo
afoso rinfrescano le memorie più
antiche che noi viviamo, Salve e le
sue masserie piene di storia,
l'entroterra che chiede solo di
essere visitato quel poco da
rimanere allibiti da tanta bellezza.
Sono solo suggestivi paesaggi che
Noi popolo salvese vogliamo donare a
Te che sei la nostra colonna
portante e che rispettiamo come un
nostro caro familiare.
Vieni nelle Terre di Salve e
scoprirai la nostra gentilezza
cortesia e amore che doniamo a chi
viene a trascorrere un periodo
felice della sua vita Noi...Posto
Vecchio, Pescoluse, Torre Pali e
Lido Marini, quattro marine che
sembrano piccoli paradisi terrestri,
venite e non andate più via per la
maestosa semplicità che vi
regaliamo.
(Ricciato Antonio)
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