Società Agricolo Operaia 114 anni di storia salvese...
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Articolo scritto con affetto da Pippi Ricciato nel 2007...
Si è costituita nel Comune di Salve
fra la classe degli agricoltori e
degli operai una associazione di
mutuo soccorso che prenderà il nome
di: Società Agricolo Operaia.
Correva l’anno 1894, gennaio… Questo
è il primo articolo dello statuto
della Società, così inizia la
Società Agricolo Operaia di Salve.
Ora descriviamola un po'. La
medesima ha per scopo:
Miglioramento morale e materiale
della classe agricolo–operaia in
generale
Istruzione teorico–pratica dei
contadini–operai
Cassa di risparmio individuale
Mutuo soccorso tra i soci bisognosi
Magazzino cooperativa per i generi
alimentari di prima necessità
Cassa dei prestiti tra i soci
medesimi
Per farne parte si doveva fare
domanda al Direttivo, essere
residenti nel comune e in modo
principale, essere cittadini probi,
ed esercitare un mestiere.
All’inizio esistevano soci
"benemeriti" ed erano quelle persone
di ambo i sessi, che si rendevano
benemeriti dello sviluppo morale
dell'Associazione, mediante
elargizioni in denaro, in beni, e
che prestavano ripetutamente l'opera
loro gratuita a favore della
Società. Poi si nominavano i soci
"onorari", erano quelle persone che
occupavano un posto eminente
nell'agricoltura o nell'industria o
che erano illustri nelle discipline
agricole o economiche, o che avevano
un cavalierato della patria.
Da circa cinquant'anni, però, queste
due figure di soci, il benemerito e
l'onorario, sono scomparse per
volere dell'assemblea dei soci; ora
esistono solo soci effettivi.
Ora spieghiamo l'organigramma della
Società: sta a capo
dell'Associazione un consiglio
direttivo che attende
all'Amministrazione dell'Ente e ne
prepara i bilanci alla fine di ogni
anno. Il Consiglio direttivo e
composto di dodici membri e dura in
carica cinque anni. Il consiglio
elegge nel proprio seno ed a
maggioranza assoluta il Presidente,
il vice Presidente, ed il vice
Segretario e fra i soci non
consiglieri nomina due revisori dei
conti, due porta bandiera, il
tesoriere ed il bidello.
Le sedute del consiglio di norma sono pubbliche. Ogni socio, ove si sentisse leso in qualche suo diritto, può reclamare al Direttore Generale entro cinque giorni dall'avvenuta notifica.
Il
Presidente convoca il consiglio
d'iniziativa o su proposta del
Direttore Generale; presiede le
Assemblee Generali e le riunioni del
Consiglio, regola la discussione,
proclama il risultato delle
votazioni, sospende o scioglie le
adunanze.
Il Segretario redige i verbali delle
sedute; è incaricato della
corrispondenza e contabilità ed è
sotto la immediata dipendenza del
Presidente, o in sua mancanza dal
vice-presidente. Il Cassiere
riscuote le quote sociali, paga i
mandati, prepara il resoconto della
gestione dell'Ente alla fine di ogni
anno. I consiglieri adempiono tutti
i doveri inerenti alla loro carica
ed alle attribuzioni che
eventualmente venissero loro
affidate dal Direttore Generale o
dal Presidente. La Società nomina un
Direttivo Generale per vigilare
l'andamento morale e materiale
dell'Ente; per fare adempiere
esattamente lo Statuto ed i
regolamenti sociali ed interporre
l'opera sia in tutti gli affari nei
quali potrà esservi conflitto di
interessi tra soci e Società. Il
Direttore Generale dovrà essere
scelto tra i soci; interviene a
tutte le solennità; firma tutti gli
atti che riguardano la direzione;
presiede il seggio per le elezioni
del Consiglio direttivo; ha il
diritto di fare proposte per la
formulazione dei vari regolamenti
speciali; controlla la verifica di
cassa trimestrale e cura il
miglioramento della Società; viene
eletto dall'Assemblea Generale e
dura in carica cinque anni e può
essere rieletto.
Ecco in sintesi come funziona
l'organigramma della Società.
La Società Agricolo - Operaia di
Salve è stata sempre vicina ai soci
bisognosi, perché era questo il
principio della sua origine, della
sua storia, la sua istituzione
spontanea da rinverdire di una
dimensione di solidarietà. Questa
dimensione è un concetto, una
regola, un costume che si adegua
alla vita di una società per
esaltare la persona umana e
collocarla nella dignità della
storia di ogni giorno. Alla sua
condivisione si sono avvicendati
diversi Presidenti e ognuno, insieme
ai consiglieri ha cercato di dare
quello che aveva per il
miglioramento collettivo societario.
Secondo me, la Società Agricolo -
Operaia di Salve potrebbe operare,
nel tessuto locale, di più sociale;
proprio per essere fedeli al
Comandamento per cui è nata!
Non c'è dubbi, che questa nostra
Società sia stata il primo momento
di aggregazione laica nel nostro
paese, fin dai primi del secolo
scorso, quando era estremamente
difficile realizzare strutture di
solidarietà che non fossero
condizionatamente o dalla gerarchia
religiosa o dal potere di quelle
dinastie o nobiliari. Quando oggi si
parla di "volontariato" le prime
forme antesignane di questa cosa è
proprio la storia di questi
sodalizi. Ogni socio e attaccato
alla sua Società Agricolo - Operaia,
si insegna per il bene comune e
solidarietà nei confronti degli
altri soci, cittadini che hanno
uguali diritti e uguali doveri. Essi
hanno un patrimonio comune di
valori, sui quali hanno imbastito la
loro origine, un proprio modo di
vivere libero, anche una propria
arcaica cultura.
La Società di Salve ha sempre
cercato, nella sua centenaria
storia, di essere sempre
indipendente da qualsiasi colore
politico, in senso partitico, ma di
offerta di sereno terreno di
incontro e di convivenza civile e
solidale di uomini di diversa
estrazione culturale, di variegato
indirizzo ideologico, che sentono il
bisogno di saper tornare a sapere
vivere insieme in una comunità che
elogia e pratichi rispetto per la
persona umana e per le sue migliori
istituzioni.
Foto di Antonio Ricciato
Salve, 1° Maggio 2008










