Le Masserie
E' opinione corrente che le masserie rappresentino lo status symbol della Puglia dall'età umanistico-rinascimentale ai primi decenni di questo secolo, nel senso che per alcuni secoli il fenomeno masserizio è stato, per così dire, l'elemento più caratterizzante della nostra Regione, di cui ha espresso l'immagine più completa e rappresentativa: autentiche industrie agricole-pastorali, aziende rurali in età precapitalistica basate essenzialmente sulla coltivazione dei campi e sull'allevamento del bestiame. Nel Basso Salento le masserie sono soprattutto nate dalla utilizzazione delle antiche torri costiere saracene volute dall'imperatore Carlo V nonchè dalla successiva dilatazione dell'impianto originario mediante l'accorpamento di addendi tipici quali scuderie, stalle, forni, granai, fienili, trappeti, palmenti, colombaie, cappelle, etc.: il tutto orbitante attorno alla curtis, vero fulcro della vita nella masseria, simbolo di una comunità di affetti e di attività, specchio comune delle gioie e delle sofferenze di quanti vivevano per intero la loro vita in questi complessi agricoli.
Nell'ambito del ricco repertorio pugliese, le masserie della bassa cintura salentina presentano delle note di specificità che fanno dell'area in oggetto un terreno privilegiato di osservazione, di studio, di movimento turistico non riscontrabile in altri contesti. E il discorso diventa tanto più interessante quanto più ci si allontana dal periodo classico in cui le masserie svolsero la sola funzione difensiva contro il terribile flagello dei Turchi e contro l'abigerato: i complessi masserizi gradatamente si ingentiliscono fino a trasformarsi in casine per trascorrere le vacanze estive, residenze stagionali della nobiltà che riscopre il valore della campagna ed il gusto del bello. Poi sono sopraggiunti gli anni a cavallo tra primo e secondo dopoguerra del nostro secolo, la civiltà contemporanea che, rivoluzionando economia società e costumi, ha condannato inesorabilmente all'oblio quel ricco patrimonio culturale, storico, artistico costituito dalle masserie.
Di questo patrimonio il territorio di Salve custodisce una quota davvero rilevante e sorprendente, ammirata e riconosciuta non più soltanto il Puglia ed in Italia, ma anche nei Paesi d'Oltralpe.
Descriveremo brevemente un itinerario che con spirito di familiarità possa avvicinare a tanta ricchezza di storia e di civiltà, quanti non dimenticano le radici con il proprio passato.
Masseria Borgino
Si trova a circa 2 Km dal mare, è conosciuta con la denominazione popolare "masseria de lu purginu".
L'elemento più prezioso è rappresentato dalla torre cinquecentesca, a base quadrata, a due piani, che si conserva in buone condizioni statiche nonostante da molti anni versi nell'abbandono e nel degrado più mortificante.
Originariamente il passaggio dal piano terra al piano superiore, e da quest' ultimo al terrazzo, avveniva con un scala a pioli attraverso botole aperte nelle rispettive volte: ancora oggi si può vedere la botola aperta nel terrazzo. In un secondo momento il passaggio da terra al primo piano è stato garantito da una scala interna in muratura ricavata, nello spesso del muro perimetrale, con accesso diretto alla corte interna, accanto alla porta d'ingresso al piano terra.
I due piani del maniero sono costituiti da monovani voltati a botte. Una caditoia impreziosisce ciascun lato; solo nel prospetto che guarda a mare, c'è in più una caditoia molto piccola ma graziosa, la quale un tempo aveva la funzione di difendere una finestrella sottostante, recentemente murata.
L'ingresso principale al fortino, comunque, è quello rivolto verso Torre Vado.
A nord della masseria, ad appena una ventina di metri, c'è una aia ricavata direttamente sulla roccia pazientemente pianata dall'uomo, a breve distanza vi è una seconda aia costruita con chianche, ben conservata.
Situata su di un vero e proprio poggio, la masseria domina tutta la vallata sottostante, dalla marina di Torre Vado sino a Torre Pali.
Masseria Santu Lasi (San Biagio)
Si trova sulla strada che da Salve conduce a Posto Vecchio.
Prende il nome come l'antica chiesetta (S. Lasi) posta a 300 mt. lungo la strada. La Cappella finì senz'altro con il diventare una pertinenza della masseria, dando all'insieme l'aspetto di un complesso di tutto rispetto. Questa masseria si è sviluppata attorno ad un nucleo originario costituito da una torretta circolare datata sul parapetto 1577: tale torretta sicuramente è stata costruita come posto di vedetta militare in quanto, tra l'altro, occupa a 102 mt. s.l.m. il punto più elevato dell'estrema propaggine della sudregione delle Serre salentine.
E a due piani piuttosto modesti: al piano terra si accede dalla corte interna, mentre al primo piano, si accede mediante una scaletta che porta anche al piano superiore dall'edificio antistante. Il parapetto della torretta è costituito da una fascia decorativa di archetti ciechi che si alternano a mensolette di diverso disegno, il tutto sormontato da un cordolo alquanto leggero.
Anche l'edificio masserizio vero e proprio è a due piani, con ingressi separati ed indipendenti: risale al '700 ed è arricchito sul prospetto principale - quello che guarda all'interno della corte, verso la torretta- da un comodo ballatoio di disimpegno.
Il cuore della corte è occupato da un pianerottolo quadrato con al centro la cisterna, ai quattro angoli poggiano delle colonnine in tufo, che un tempo reggevano un pergolato.
Masseria Don Cesare
Conosciuta, un tempo, come masseria "delle Paduli", si trova lungo la strada Litoranca Leuca-Gallipoli, superata Pescoluse e deviando per un tratto lungo 500 mt. Ubicata nella parte più alta di un vastissimo territorio dolcemente collinare, la masseria gode di una magnifica visualità. sia sulle proprie dipendenze agricole sia su tutto il circondario: in questo senso era in posizione di concorrenza con la vicina masseria Borgini, dal terreno agricolo però meno esteso.
La semplicità della struttura e l'impostazione dei vari addendi, testimoniano un giusto adeguamento dell'organismo architettonico nello specifico contesto orografico.
Il territorio su cui domina la masseria, noto come -macchie di Don Cesare", è appunto macchioso, utilizzabile soltanto ad uso pastorizia; dei resto il recinto in pietra a secco che sorge di fronte al prospetto principale della torre, è costruito con una tecnica caratteristica nel Salento meridionale del XIV sec., la tessitura a corsi orizzontali mediante la disposizione delle pietre a strati paralleli ed uniformi. Ciò significa che nel caso specifico è sorto prima il complesso rurale per l'allevamento degli ovini e poi è stata costruita la torre, verso la fine del XVI sec., in concomitanza con la minaccia dei Turchi.
La torre è essenzialmente l'unico elemento superstite di rilievo: disposta su due piani, presenta il prospetto principale rivolto a mare. Una scaletta esterna in muratura, parallela al prospetto principale, porta al primo piano, terminando su di un comodo ballatoio e sulla volta del locale a lato.
La parte sommitale della torre è costituita da una serie regolare di mensole che sostengono il parapetto culminante con un leggero cornicione: è rimasto integro il prospetto che guarda a ponente parzialmente crollato quello principale, inesistente sugli altri lati.
Masseria Del Fano
Si trova nel cuore dell'antico feudo dei Fani, vicinissima al celebre omonimo Canale, sul cui fondo, coperto da canneti lussureggianti, scorre un ruscelletto dalle acque fresche e limpide.
Proprietà della famiglia Tamborino, attualmente viene utilizzata come residenza estiva.
Dalla strada vicinale spicca la bellissima torre, articolata su due piani come tutte le torri coeve della zona. Ottime le condizioni statiche. Il prospetto principale guarda a mare ed è arricchito da una caditoia alla pari degli altri lati, fatta eccezione per quello rivolto a nord, ossia verso l'attuale strada d'accesso, il quale in compenso è impreziosito da un elegante stemma incastonato al di sopra della finestra.
Molto bello il parapetto aggettante, alto e sovrastato da un toro marcagiano: graziose le mensole, soprattutto quelle che sostengono le caditoie la cui superficie si presenta con scanalature verticali.
La torre fu costruita nel 1577 dai Gonzaga, Conti di Alessano: all'epoca, infatti, tutto il feudo dei Fani faceva parte della Contea di Alessano.
Poche masserie hanno un'importanza storica pari a quella del Fano: è sufficiente ricordare la scoperta di un insediamento dell'età del Bronzo, presso un podere attiguo denominato "la chiusa", dopo una campagna di scavi, che ha interessato la zona, dal 1987 al 1992.
Masseria Pali
E' così chiamata perché ubicata presso l'omonima località balneare. La struttura è in stato di totale abbandono, pericolante e fatiscente. t un tipico esempio di genesi e sviluppo di masseria mediante superfetazioni verticali ed orizzontali; infatti occorre fare lo stesso discorso introdotto per la non lontana masseria "Don Cesare": il recinto costruito con pietrame a secco fa parte dell'impianto originario e in virtù della caratteristica tessitura a corsi orizzontali risale indicativamente al XIV sec. come spiazzo protetto per greggi. Il piano terra della torre risale al 1532, come riportato sull'architrave della porta d'ingresso, mentre il piano superiore è datato 1563, quindi coevo al grandioso programma di edificazione delle torri costiere saracene.
Tra i due piani alle origini il collegamento avveniva con la solita scala a pioli; in un momento successivo è stato reso agevole con la costruzione di una scala ricavata in un vano adiacente alla torre; nel corso dell'600/'700 sono stati edificati i vari locali di servizio quali il forno e le capanne realizzate a schiera lungo tutto il lato est del complesso.
Il prospetto principale è ovviamente rivolto a mare: comunque su ogni fronte della torre c'è una caditoia in asse con le finestre o porte sottostanti. Il parapetto del terrazzo è molto alto ma poco aggettante, alla stessa stregua delle mensole appena accennate: le caditoie sono alquanto schiacciate sulla muratura del parapetto.
L'impostazione dell'intero complesso è molto semplice e funzionale: davanti alla torre c'è la corte interna a completo servizio dell'insediamento, nel retro vi è il recinto per gli ovini, noto nel dialetto locale come "ncurtaturu". Un locale molto ampio, voltato a botte ed adibito a fienile, chiude il complesso sull'angolo di ponente.
Masseria Palombara
Si tratta di un caseggiato costruito soprattutto da stalle ed ambienti rustici. t una masseria attiva, abitata da una famiglia di contadini - pastori: vi si respira l'aria di un tempo, l'odore acre dello stallatico, il profumo intenso del fieno, ma è assente la suggestione delle torri, il fascino di caditoie e garitte, la grazia delle comici e delle mensole.














