cultura e tradizione
L'epoca Romana
Quando i Romani posero piede nel promontorio Talentino, la loro
prima cura fu quella di dividere quelle terre ,che non
avevano mai conosciuto le carezze dell’aratro, in zone
capeggiate, ciascuna, da un centurione che avvalendosi
principalmente degli schiavi, doveva affrettarsi a renderle
fertili. L’area in cui l’ufficiale operava prendeva il suo
nome. Salvius infatti fondò Salve.
Il motivo per cui i Romani avevano fretta per colonizzare le
terre era il bisogno di grano. Nell’ Urbe scarseggiava in
modo impressionante. Delle navi olearie provenienti da
Oriente o da altre località, cariche del prezioso prodotto,
poche giungevano a destinazione. A parte gli inevitabili
naufragi, esse venivano intercettate e abbordate dai
numerosi vascelli pirati che infestavano i mari, specie lo
Ionio. Il carico trasportato sui loro legni, e quelli che lo
contenevano venivano affondati o divampati. Più tardi, come
si apprende dalla storia, solo Salvius riuscì a liberare i
mari da tale calamità.
Tuttavia durante il periodo romano Salve e Ugento, dal lato
economico potevano ritenersi soddisfatte , perché i
conquistatori non negavano la giusta merce ai lavoratori
studiando il modo, anzi, di non far sentire il proprio peso.
Essi sapevano bene che i Messapi, alla minima occasione,
sempre amanti della propria indipendenza, insorgevano
pericolosamente. I Romani comunque erano solleciti nel
soffocarne le velleità mediante metodi cruenti e torture di
ogni genere. Dopo le guerre sociali intorno al 90 a.c., le
città italiche conquistate diventarono romane a tutti gli
effetti e scomparve ogni forma di dissenso.
Ci fu un lungo periodo di vero benessere interrotto dalle
invasioni barbariche. Le prime orde che comparvero nella
nostra terra furono quelle dei Goti. Il loro capo,
confortato dalla stupenda e sensuale Galla Placidia spogliò
tutto dei suoi simulacri e prese dei tributi enormi, senza
alcun contegno.










