cultura e tradizione
L'artigianato Salentino
L'artigianato Salentino risale ai nostri avi, i Messapi. Le
ceramiche con pitture geometriche ritrovate negli ultimi
scavi archeologici evidenziano la fantasia e la creatività
degli abitanti del luogo. La materia di cui si serve
l’artigiano non è ,come oggi, il marmo o il gesso, ma quella
umile che si estrae dalle campagne: l’argilla, la pietra
leccese, il legno, la carta da macero, la canna di bambù, il
telaio ecc. Per vedere le antiche botteghe ricavate dalle
case popolari a pian terreno, basta passeggiare nel centro
storico di Lecce.
Abbiamo manufatti in ceramica: di solito si rappresentavano
gli utensili della vita quotidiana per esempio la "capasa",
dove si conservavano i fichi secchi , o i legumi; la "vozza"
per conservare il vino; lu “cofanu e la limma" per lavare la
biancheria; “li buccali" per mantenere fresche le bevande
nella calura estiva; "la pignata" per cuocere le verdure e i
legumi col calore del fuoco e i carboni ardenti; "le raste"
per la coltivazione delle piante sui balconi e le verande e
infine "la manta" per riscaldare il letto, considerando che
non erano conosciuti i mezzi di riscaldamento delle case che
abbiamo oggi. Piatti, coppe e zuppiere sono ornate e
decorate con nature morte, galletti coloratissimi ecc.
Abbiamo i pupazzi di presepe che rappresentano momenti di
vita contadina :venditori di frutta, contadini, allevatori
di polli e bestiame ecc. I pupari mettono in mostra i loro
capolavori il 13 dicembre, giorno dedicato a Santa Lucia,
insieme alle raffigurazioni in cartapesta.
La vena artistica si evidenzia anche in produzioni come i
fischietti, manufatti che rappresentano caricature di figure
istituzionali quali carabinieri, soldati, gendarmi, beoni,
osti, pulcinella, preti come "Papa Caliazzo", dal quale sono
nati diversi aneddoti. Patrie di questo tipo si
raffigurazioni artigiane sono paesi come Lucugnano, Ruffano,
Lecce, Cutrofiano e S. Pietro in Lama. Nelle nostre zone ci
sono anche abili artisti nel forgiare il ferro, essi hanno
ricavato dal ferro battuto vere e proprie opere d’arte ,
sull’ impronta dell’ ampollosità del barocco leccese.
Anche l artigianato del rame era in rilievo un tempo…la
maggior parte degli utensili domestici erano costruiti così:
"lu scarfaliettu", le pentole ecc. Il legno d’ulivo,
l’albero nobile del Salento, è usato da sempre per
fabbricare "li stumpaturi" o pestelli che profumano ancora
di corteccia d’albero.
"Le fische" per contenere la ricotta e il formaggio di
giornata, le "giuncate", lunghi teli di giunco dove veniva
poggiato il latte cagliato, i cestini lavorati con disegni
di figure geometriche , sono ricavati dal giunco palustre
del Capo di Leuca. Si lavorano anche i rami di ulivo per
ricavarne i "panari": cesti che i contadini riportavano a
casa dopo il lavoro dei campi, colmi di frutta fresca, olive
mature e lumache. In tutta Italia sono famosi i nostri
ricami di corredo, arte che va ormai scomparendo per
l’impegno e la pazienza che richiede. L’arte di modellare la
cartapesta è conosciuta perfino in America. I suoi oggetti
vengono fuori dalla carta da macero bagnata e pestata. Il
suo primo scopo fu di artigianato sacro, da utilizzare nelle
chiese, principalmente sugli altari e nelle nicchie.
La lavorazione della pietra leccese scolpita dai nostri
scalpellini si trasforma in foglie, frutta, statue,
colonnine, torciglioni, cariatidi, blasoni e stemmi e ha
fatto conoscere a tutto il mondo il barocco leccese.
E’ raro ora trovare anche la forma artigianale del mosaico
pavimentato: gli artisti ricavavano milioni di piccoli
tasselli dalle pietre e li utilizzavano per comporre figure
simili ai mosaici veneziani.









