Obiettivi programmatici del circolo Legambiente Salve
Il gruppo di Legambiente Salve è un’associazione di
volontariato che ha l’obiettivo principale di Promuovere la
partecipazione dei cittadini alla difesa dell’ambiente ed
alla definizione della propria qualità di vita, favorendo
una migliore organizzazione sociale ed una modifica dei
comportamenti individuali: amare, valorizzare e proteggere
il proprio ambiente.
Un’associazione di questo tipo rappresenta ovviamente un
riferimento di legalità, uno sfogo, una richiesta di aiuto
da parte di chiunque vede sopraffatti i propri diritti o
interessi personali. Questi ultimi non coincidono a volte
con quelli collettivi o con la salvaguardia del territorio
poiché si guarda spesso all’immediato, ecco che allora
potrebbe esserci il rischio di scambiare il ruolo di
promozione con quello di polizia o di pulizia. Le decisioni
e le leggi spettano alla classe politica che se ne assume
tutte le responsabilità delle scelte fatte. Tali scelte
devono essere chiare trasparenti condivise e soprattutto
devono essere rispettate o fatte rispettare.
L’obiettivo di Legambiente è favorevole allo sviluppo
turistico che valorizzi il patrimonio culturale e ambientale
del territorio. Non rappresentiamo un partito politico anche
se oggi una parte sempre crescente di qualsiasi programma
politico nazionale e locale deve fare i conti con adeguate
considerazioni ambientali.
Il nostro sforzo è quello di non essere idealisti o astratti
come spesso può essere tacciata una associazione di questo
tipo ma dare concretezza alle proprie azioni, cioè soluzioni
alternative ai problemi evidenziati.
Se per l’entita’ culturale molto e’ stato fatto
(valorizzazione dei dialetti, valorizzazione dei costumi,del
folklore musicale della della gastronomia locale,) molto
resta da fare per salvaguardare l’identita’ ambientale e
architettonica che mai come adesso sta subendo una
trasformazione irreversibile ed anonima.
Il sintesi riportiamo schematicamente le priorità del
territorio:
• Crediamo che giunto il momento di dotare anche Salve di un
Piano Urbanistico Generale protezione
• Salvaguardia delle zona di vegetazione tra T.Pali e
L.Marini, delle gravinelle e delle aree adiacenti ad esse
per una distanza minima di 150 metri dalle stesse (canale
del Fano, Canale Taviano- Fano, Canale Muscio)
• Salvaguardia dei punti panoramici (crinali) serre e
colline
• Realizzare una serie di incontri al fine di sensibilizzare
gli agricoltori alle pratiche produttive rivolte alla tutela
del territorio rurale come il biologico e la lotta
integrata;
• Sostenere tutte quelle politiche agricole legate alla
biodiversità produttiva.
• Tutela delle coste e rispetto delle leggi esistenti
• Ridurre le tasse ai cittadini dei comuni che maggiormente
si impegnano nel praticare la raccolta.
• Creazione di almeno un’isola ecologica nel comune di Salve
( una esiste già nel comune di Gagliano). Posto fisso per la
spazzatura differenziata che sia recintato e sorvegliato.
• Promuovere le energie rinnovabili ad uso privato (vedi
agevolazioni a fondo perduto nell’ultima finanziaria e
sgravi fiscali nella recente legge regionale sulla
bioarchitettura) e portare gli edifici pubblici all’autosufficenza
energetica.
• Dotarsi del piano di localizzazione delle antenne per
ricevitoria mobile, (installando le antenne preferibilmente
su suoli pubblici, con adeguate centraline di monitoraggio)
anche nell’ambito dell’unione dei comuni legge regionale del
2003.
Pubblichiamo il nostro punto di vista su alcune tematiche
cui c’è ne siamo occupati in questi 3 anni di vita:
Tutela del territorio
Agricoltura
Tutela delle risorse naturali costiere
Rifiuti, Energia, Salute
Tutela del territorio
Attualmente lo strumento principale di regolamentazione
dell’assetto del territorio in Puglia risulta essere il DRAG
(Documento Generale di Assetto Generale) . A questo seguono
gli obiettivi da perseguire mediante i livelli di
pianificazione provinciale (Piani territoriali di
Coordinamento), la provincia di Lecce ha approvato tale
piano in data 15/06/2007 e comunali (PUG e PUE). Il DRAG
determina a) il quadro degli ambiti territoriali rilevanti
al fine della tutela e conservazione dei valori ambientali e
dell’identità sociale e culturale della regione; b) gli
indirizzi, i criteri e gli orientamenti per la formazione,
il dimensionamento e il contenuto degli strumenti di
pianificazione provinciale e comunale, c) i criteri per la
formazione e la localizzazione dei piani urbanistici
esecutivi (PUE), d) lo schema dei servizi infrastrutturali
di interesse regionale.
Nei Comuni della provincia di Lecce solo il 40% sono dotati
di un piano urbanistico generale. A Salve vige il piano di
fabbricazione del 1977 di cui incominciano adesso a vedere
gli effetti a nostro avviso negativo ti per il territorio
soprattutto lungo la fascia costiera poiché si prevede senza
soluzione di continuità una lunga schiera di unità abitative
(zona F2) tra una marina e l’altra. Ha già consentito
inoltre la distruzione di diversi ettari di macchia
mediterranea, attualmente tutelata dalla regione al pari di
un bosco.
Di mettere un freno all’edilizia selvaggia e speculativa che
impoveriscono il territorio.
Inedificabilità assoluta, fuori dalle aree urbane, fino alla
litoranea. I primi 300 metri dalla spiaggia dovrebbero
essere protetti dalla legge Galasso.
Fare chiarezza su strutture che sono autorizzate a sorgere
come turistico recettive e poi diventano in corso d’opera
appartamenti a vendere.
Le costruzioni rurali si devono integrare nel paesaggio,
deve essere rispettato lo stile architettonico locale con
uso di materiali idoneo.
Ridurre la pressione abitativa “rurale” sulle colline e
terreni prossimi alle marine.
Concentrare lo sviluppo nei luoghi già urbanizzati
consentendo eventualmente aumenti verticali di volumetria.
Effettuare regolare servizi di pulizia lungo le strade di
campagna anche allo scopo di prevenire gli incendi.
Nel gennaio 2007 è stata inviata al Comune di Salve su
queste tematiche, la seguente lettera:
In Seguito a concessione agricole in aree ancora integre dal
punto di vista paesaggistico es. Macchia Don Cesare,
chiediamo
all’amministrazione se ritiene opportuno proteggere dalla
speculazione alcune zone del territorio.
Le nostre proposte sono le seguenti:
L'istituzione di un'area protetta che in continuità con il
parco di Ugento possa salvaguardare per quanto possibile
aree costiere, paesaggio rurale e zone archeologiche del
territorio di Salve. Le nostre proposte oggetto di un primo
e unico incontro (1febbraio 2007) con gli amministratori
sono state sono le seguenti:
-rispetto categorico entro i 300 metri dal mare (legge
Galasso)
- protezione zona di vegetazione e area umida tra T.Pali e
L.Marini
-salvaguardia delle gravinelle e delle aree adiacenti per
una distanza minima di 150 metri dalle stesse (canale del
Fano, Canale Taviano- Fano, Canale Muscio)
- salvaguardia dei punti panoramici (crinali) serre e
colline.
Le osservazioni precedenti sono supportate dalle normative
regionali.(PUTT)
I punti panoramici generali devono essere necessariamente
previsti dal PUG: Lo stesso strumento dovrebbe prevedere
anche le misure di tutela e conservazione del territorio
secondo i valori paesaggistici e ambientali rilevati in sede
di rilievo di campo)
Tale salvaguardia inoltre è prevista dall’ art. 202 del PUTT
art. 1.4 ( …devono essere perseguiti obiettivi di
salvaguardia di tutela delle aree panoramiche….) , dall’art.
305 punto 42 dove vengono mensionate le direttive di tutela
ambientale.
Negli ambiti territoriali estesi C e D va evitato ogni
destinazione d’uso non compatibile con le finalità di
salvaguardia paesaggistica.
Agricoltura
E’ opportuno ricordare che la struttura produttiva agricola
locale è costituita da piccole aziende a conduzione
famigliare, infatti 87% delle aziende agricole hanno una
superficie sotto i 5 ettari. Da qui la necessità di
affermare e di far leva proprio sulle caratteristiche
originali delle nostre produzioni agricole, esaltando il
legame con il territorio, i tratti della tipicità, della
biodiversità e della sostenibilità ambientale e sociale.
In particolare occorre:
• Sostenere e realizzare tutte quelle iniziative che mirano
alla valorizzazione dell’economia e della cultura agricola
dei nostri territori;
• Realizzare incontri con i cittadini/consumatori per
riprendere quel filo interrotto di saperi e cultura della
tradizione.
• Favorire la costituzione di gruppi di acquisto solidali
• Realizzare un programma di educazione alimentare che
guarda alla stagionalità e al consumo di prodotti agricoli
locali;
• Realizzare una serie di incontri al fine di sensibilizzare
gli agricoltori alle pratiche produttive rivolte alla tutela
del territorio rurale come il biologico e la lotta
integrata;
• Sostenere tutte quelle politiche agricole legate alla
biodiversità produttiva.
Tutela delle risorse naturali costiere
Altro strumento fondamentale nella pianificazione regionale
sul piano della tutela dei beni paesaggistici ambientali e
delle coste è il PUTT/P (Piano Urbanistico Territoriale
Tematico). Nella sua articolazione esso prevede da parte dei
comuni l’adeguamento della pianificazione locale attraverso
la perimetrazione dei territori costruiti esenti dal regime
della tutele e degli ambiti territoriali distinti.
Il Piano Comunale delle Coste approvato dalla regione nelle
linee generali nel giugno 2006 cerca di arginare la mancanza
di pianificazione strategica in grado di conciliare la
tutela ambientale con la valorizzazione e la fruizione delle
risorse naturali. Si è riaffermato il principio del demanio
costiero quale bene comune da rispettare e da condividere.
Il locale circolo di Legambiente Salve ha più volte
sollevato questioni sulla gestione della costa.
Lettera all’Amministrazione di Salve in data 15 maggio 2006
“Esiste un problema su tutti: il rispetto delle regole e chi
ha il compito di vigilare. Secondo il responsabile della
capitaneria di porto e’ compito di tutti gli agenti di
polizia giudiziaria a 360 gradi. Controlli congiunti con le
altre forze si rendono necessari affinche’ una violazione in
ambito demaniale non rimanga isolata.
La prevenzione deve riguardare differenti aspetti affinche’:
• una spiaggia libera attrezzata non diventi stabilimento
balneare
• le strutture amovibili stagionali rispettino gli effettivi
10 metri dal piede dunale previsti dal regolamento
• camper e auto non possano sostare sulle praterie di gigli
• controlli circa la destinazione delle acque reflue
• si sia una equilibriata distribuzione dei turisti lungo i
7 km di spiaggia istituendo accessi in corrispondenza delle
aree adibite a parcheggio
• che la % di spiaggia privata non superi il 20% di fronte
mare
• ci sia una rapida rideterminazione del demanio marittimo
• si conoscano i criteri e il numero di licenze che
s’intende concedere
• si possa contare su un corpo di polizia municipale
ausiliaria adeguatamente istruita per meglio interagire con
gli altri corpi di polizia giudiziaria e la capitaneria di
porto
Il Comune di Salve con delibera della giunta comunale del 31
marzo 2006 prova a regolamentare le aree destinate a
parcheggio in prossimità della costa e impongono la distanza
minima tra un’area parcheggio e l’altra non inferiore a 75 m
inoltre ciascuna area può avere una superficie max pari a
7000 mq. Non sempre queste norme sono state rispettate e
ancora esiste il problema dei parcheggi sulle dune.
Riteniamo che l’ambiente dunale del territorio di Salve
abbia le caratteristiche per essere tutelato come area SIC
(Sito di Interesse Comunitario).
Riguardo alla zona umida non ci sono le condizioni per poter
iniziare l’iter legislativo poiché la definizione
internazionale di zona umida è stata riconosciuta durante la
Convenzione di Ramsar, nel modo seguente: “per zone umide si
intendono distese di paludi, di torbiere o di acque naturali
o artificiali, permanenti o temporanee, dove l’acqua è
stagnante o corrente, dolce, salmastra o salata, ivi
comprese distese di acqua marina la cui profondità a marea
bassa non superi i sei metri”.
La Convenzione di Ramsar, relativa alle zone umide di
importanza internazionale in particolare quali habitat degli
uccelli acquatici, è stata firmata a Ramsar il 2 febbraio
1971 e ratificata in Italia con D.P.R. n. 448 del 13/03/1976
ed entrata in vigore il 14/04/1977; con D.P.R. n. 184
dell’11 febbraio 1987, entrato in vigore il 27 luglio 1987
(G.U. del 7/10/1987) è stata autorizzata l’esecuzione del
protocollo di emendamento della Convenzione di Ramsar. Gli
stati aderenti si impegnano ad un “saggio utilizzo” di
queste aree, indicando con questo termine “uno sfruttamento
a vantaggio dell’umanità che, seppure prolungato nel tempo,
sia compatibile con il mantenimento delle caratteristiche
naturali dell’ecosistema, in modo tale da poter offrire il
massimo vantaggio alle generazioni future”. L’Istituto
Nazionale per la Fauna Selvatica (INFS) ha pubblicato un
documento tecnico relativo all’individuazione delle zone
umide suddivise in base al rilevamento dell’avifauna
acquatica (Baccetti & Serra, 1994).
Non possiamo immaginare di richiedere una zona umida con
un’area di 1000 metri quadrati. Finirebbe sicuramente sul
Guinnes dei primati come la più piccola zona umida del
mondo.
Proprio per sottolineare il bene comune della spiaggia
chiediamo di consentire il parcheggio gratuito ai residenti
durante la stagione estiva.
Occorre seguire quindi con particolare attenzione l’iter
della legge regionale sulla regolamentazione delle attività
sul demanio marittimo fino alla dotazione del piano comunale
delle coste.
Rifiuti, energia, salute
Riguardo alla situazione generale della raccolta
differenziata c’è ancora da fare molta strada. La provincia
di Lecce produce 295 mila tonnellate l’anno, produzione
procapite di 508 kg/anno, differenziata al 7% (Salve è al
14%, contro una media nazionale del 24,3%).
Sono tre gli impianti in provincia per la selezione e il
trattamento dei materiali provenienti da raccolta
differenziata ubicati a Campi Salentino, Melpignano ed
Ugento . Nessuno dei tre risulta in esercizio.
Totale assenza in provincia di Impianti di compostaggio
Un solo impianto di selezione e biostabilizzazione situato a
Cavallino. In funzione solo l’impianto di selezione
Esistono tre discariche ubicate a Nardo’ Cavallino ed Ugento
per una volumetria disponibile complessiva di 530.000 metri
cubi.
Il piano della regione Puglia fissa come obiettivo di medio
periodo la quota della differenziata al 55% entro il 2010.
Per quest’anno la regione ha stanziato 12 milioni di euro
alla sei province.
Non c’è nessuna ricetta magica se non quella di puntare
sulla sensibilità dei cittadini e sulla raccolta porta a
porta.
Altro volano alla raccolta separata dovrebbe essere
l’ecotassa che i Comuni versano per il conferimento in
discarica degli scarti, che sarà sicuramente rimodulata in
modo da favorire le amministrazioni che avvieranno al
riciclo più materiale.
Riteniamo quindi che si deve fare leva sul premio (riduzione
della tassa) ai cittadini dei comuni più virtuosi
Che così vedrebbero riconosciuti i loro sforzi. Chiediamo
inoltre di rendere noto a tutti il destino della
differenziata in modo da sfatare false dicerie sulla
medesima destinazione.
Continuare quindi sulla sensibilizzazione alla differenziata
porta a porta. A tale proposito rendiamo noto la presenza di
un gruppo di lavoro di circa 10 persone per conto
dell’unione dei Comuni coordinati dall’Ing. Causo.
Creazione di almeno un’isola ecologica nel comune di Salve (
una esiste già nel comune di Gagliano). Posto fisso per la
spazzatura differenziata che sia recintato e sorvegliato.
Legiferare, divulgare e controllare la destinazione dei
materiali inerti attualmente abbandonati lungo i cigli
stradali.
In data 5 nov. 2007 è stata protocollata presso il comune di
Salve la seguente lettera:
Poiché il materiale abbandonato sui cigli delle strade
costituisce purtroppo un’emergenza costante riteniamo che
sia necessario attivarsi:
o per una più diffusa conoscenza dell’azione del centro di
raccolta “ECOCENTRO” di Gagliano del Capo.
o Riguardo al gruppo di lavoro Coordinato dall’Ing. Causo
suggeriamo al Comune di entrare come parte attiva nelle
azioni da intraprendere per utilizzare al meglio questa
risorsa del personale (10 assunzioni per un anno di tempo da
parte dell’unione dei Comuni) . Esempio: monitoraggio presso
la popolazione sui vantaggi e svantaggi della raccolta porta
a porta individuando le criticità della catena che portano
ancora i cittadini ad abbandonare i rifiuti di tutti i
generi lungo le stradine di campagna.
o Richiedere alla Provincia la pulizia degli argini stradali
dai rifiuti abbandonati (soprattutto plastica) sulle strade
che da Salve raggiungono la litoranea emersi soprattutto
dopo la falciatura dei rovi.
o Chiarimenti circa il costo (€ 200) per l’apertura della
pratica a spese del privato, da parte della ditta incaricata
dall’unione dei comuni al ritiro dell’amianto e chiarimenti
sul costo al kg (€ 1+ iva = 1,30 ?). Proposta di una prima
raccolta collettiva.
o Necessità di istituire nel territorio di Salve un punto di
raccolta per materiale inerte, un punto raccolta batterie ad
olio esausto.
Promuovere le energie rinnovabili ad uso privato (vedi
agevolazioni a fondo perduto nell’ultima finanziaria e
sgravi fiscali nella recente legge regionale sulla
bioarchitettura) e portare gli edifici pubblici
all’autosufficenza energetica.
Dotarsi del piano di localizzazione delle antenne per
ricevitoria mobile, (installando le antenne preferibilmente
su suoli pubblici, con adeguate centraline di monitoraggio)
anche nell’ambito dell’unione dei comuni legge regionale del
2003 (lettera al sindaco in data 10 gennaio 2008)
Esaminando la copia di delibera della giunta comunale in
merito al contratto di locazione per l’installazione di un
antenna “Alcatel” di telefonia mobile in prossimità del
campo sportivo comunale chiediamo all’amministrazione:
o Se il comune ha adottato un piano di localizzazione delle
antenne sul territorio (legge regionale n° 5/ 2002) e
successive modifiche (n° 7 del 19 giugno 2006; n°14 del 14
settembre 2006). Se la risposta è no, per quale motivo non
si è ottemperato alla legge regionale? Crediamo che sia
opportuno installare i suddetti ripetitori su suoli pubblici
piuttosto che privati, ma è un diritto di ogni cittadino
conoscere questi siti per evitare che da un giorno all’altro
si trovi costretto a convivere con un’antenna nelle
vicinanze della propria abitazione senza saperlo in
anticipo. Ricordiamo infatti che, se sugli effetti a lungo
termine all’esposizione di onde elettromagnetiche con ci
sono ancora studi certi, maggiori consensi si hanno invece
sugli effetti a breve termine: mal di testa, insonnia,
tachicardia, prurito. Ricordiamo che il comune potrebbe
avvalersi di un esperto convenzionato con l’ A.N.C.I per la
realizzazione del piano di localizzazione delle antenne
o Se la nuova antenna tiene conto dei recettori sensibili
come le strutture scolastiche e sportive frequentate da
utenti in età pediatrica. A tale proposito chiediamo di
vincolare l’intensità di campo elettrico al disotto dei
limiti della legge regionale cioè non oltre i 2 V/m , soglia
rispettata da molte città.
o Nel contratto di locazione non è contemplata una
centralina di monitoraggio per il rilevamento del campo
elettrico, chiediamo quindi all’Amministrazione che se ne
faccia carico, posizionando tale centralina in prossimità
dei luoghi sensibili quali scuola materna e scuola media con
lo scopo di tranquillizzare i cittadini sul rispetto dei
limiti.
Individuare siti per lo smaltimento acque di vegetazione e
controlli presso le aziende olearie sulle modalità di
smaltimento delle stesse.
Stimolo alle istituzioni per tutte le iniziative a tutela
della salute pubblica e per uno sviluppo ecosostenibile
Creazione di un gruppo laboratoriale – didattico con
capacità progettuali
Salve 11 febbraio 2008
Il Direttivo di Legambiente Salve
Per chi è interessato a scrivere un' articolo personale
basta mandare il tutto alla nostra cassetta postale interattiva, poi valuteremo se
il pezzo è di buona percezione e discreta qualità, lo pubblicheremo
volentieri in questa sezione.














