La famiglia e i valori
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Accade spesso di perdere contatti con amici e familiari
che non si incontrano sempre. Siamo tutti così occupati
durante la giornata, tra attività, casa e scuola, che non
sempre abbiamo il tempo di andare a trovare le persone a cui
teniamo.
Certamente ricordo le visite ai nonni che più significavano i ricordi della mia prima età. L’atmosfera era sempre bella e piena di gioia. Posso ancora ricordare che ogni qualvolta andavo a trovargli l’impeto della contentezza era indescrivibile, passare anche un solo minuto a farmi fare il trenino sulle gambe della nonna che guardandomi negli occhi faceva ciuf ciuf, sono momenti belli che non dimenticherò mai e questo credo che succeda anche a voi, cari amici miei. Ora che sono cresciuto mi appare tutto così diverso dalla materialità quotidiana del tempo in cui viviamo.
Per questo considero che negli ultimi dieci anni i ragazzi
si presentano differenti da quelli di una volta. I valori
non si creano nella società, ma nella famiglia. La
convivenza fra genitori e figli si è progressivamente
ridotta perché i primi lavorano, e i secondi imparano molte
cose da tutto ciò che ruota intorno alla famiglia e non
dentro; per questo motivo ci si allontana dal nucleo
familiare, dagli amici e da tutto quello che lega l’uomo
alla civiltà di valori perduti.
Per compensare questa causa, i genitori sono portati ad
assolvere molto e a permettere troppo. I padri e le madri
sono diventati degli strumenti di appagamento dei figli.I valori collettivi, che s’insegnano, fuori della famiglia, raggiungono, prima dei valori familiari, e quindi i bambini possono realizzare quello che vogliono.
Quando sono adolescenti desiderano appagare le loro voglie e
desideri che non sono pochi. Sono pronti a non rispettare
delle regole e leggi che prima erano imposte da un
inflessibile complesso patriarcale.
La famiglia di oggi, non è più capace di tramandare certi valori,
l’educazione, era imposta dal potere del capo
famiglia; era sopra
tutto e tutti. Anche se questo saper mantenere la rotta ha
generato delle sofferenze; è stato sempre utile alla causa al
fine di ottenere l’obbedienza e il rispetto delle regole e
delle leggi all’interno della vita familiare e sociale. Posso anche
capire che chi ha sofferto di questo potere patriarcale,
diventando oggi padre o madre, non vuole far passare quella
durezza di un tempo, ai propri figli.
Il cambiamento della famiglia, determinata dal rinnovamento
italiano, da una nazione, ieri in maggioranza agricola ed
oggi a quella industriale, non ha, tuttavia, ancora
cancellato ogni traccia del vecchio modello. Ci sono ancora
tradizioni, specie nel mezzogiorno, modi di pensare che
legano la famiglia del passato a quella del presente.
Anche molti politici hanno cominciato a dividersi sul
rapporto della famiglia a cominciare dai Pacs, poi chiamati
Dico, Cus e oggi riconosciuti ufficialmente con altri nomi e
diciture. Oggi il ministro della Famiglia Rosy Bindi chiede
di potersi confrontare non solo con la Chiesa e con i
cattolici dalla sensibilità diversa dalla sua, ma anche con
i laici del proprio schieramento.
Credo che in questa era innovativa e tecnologica oramai le
realtà sulla famiglia gli amici e i valori, debbano
camminare su binari diversi ma arrivare tutti nella stessa
stazione, anche se purtroppo le scelte sono poche e bisogna
avere il coraggio di prenderle e accostarci alla vita
attuale.
Spero solo che col passare degli anni tutto si possa
gradualmente attenuare, perché sarebbe catastrofico perdere
il senso di tutti i valori che ci sono stati insegnati, e per
secoli ascoltati, e tramandati da generazioni e generazioni
per il bene proprio.
Buone Feste e un un ricco Anno Nuovo di salute e
prosperità a tutti.
Ricciato Antonio
Per chi è interessato a scrivere un' articolo personale
basta mandare il tutto alla nostra cassetta postale interattiva, poi valuteremo se
il pezzo è di buona percezione e discreta qualità, lo pubblicheremo
volentieri in questa sezione.










