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Discariche a cielo aperto



Non è un bel biglietto da visita per il "Paesino del saluto" la discarica a cielo aperto che accoglie chi entra in paese da mare, o quella della zona 167 che porta a Morciano, oppure quella dei "Schiafazzi", o altre ancora e che trasformano in una grande vergogna il territorio dove "noi" abitiamo.

In questo scorcio di terre e di depositi artificiali, si accumulano e si mescolano tutti i rifiuti immaginabili: teli di nylon usati per imbiancare assieme ai secchi vuoti di colori e vernici, sacchi rotti dai quali fuoriescono lattine, bottiglie e scatole del latte, rami e resti dello sfalcio dell'erba, elettrodomestici, mobili, pezzi di eternit, materassi, calcinacci, tapparelle di plastica, vestiti: altro che raccolta differenziata. Un bell' esempio di inciviltà che soprattutto quanti abitano in quelle strade si sono stancati di essere costretti a vedere quello scempio.

Esempio di discarica«Tutti quelli che passano dicono che è uno schifo», riferisce un abitante che abita nella zona 167 da qualche mese, « è stata fatta anche pulizia ma è durata poco. Certo la raccolta differenziata non è semplice, c'è chi fa uno sforzo, ma chi non ha voglia di farlo trova più semplice abbandonare i rifiuti. C'è poi il fatto che molti non sanno di dover andare in Comune a ritirare bidoni e sacchetti ».
Questa volta non possiamo prendercela con l’Amministrazione perché purtroppo e colpa nostra se non abbiamo cura dell’ambiente che sfruttiamo e che ci circonda, ma i rifiuti abbandonati costituiscono un problema di difficile soluzione, una cattiva abitudine legata alla maleducazione di chi non si sforza di rispettare le regole del sistema di raccolta. Regole che comportano buona volontà, attenzione e impegno, che pur tra mille critiche sono rispettate dalla maggioranza dei cittadini, ma sono troppo difficili per gli altri, per quella minoranza recidiva che sporca non solo le campagne circostanti il paese ma anche le isole ecologiche.

Abbiamo effettuato un sopraluogo insieme ad alcuni amici-cittadini che protestano e che chiedono di preservare l’anonimato, non si sa mai… Accanto ad abitazioni e coltivazioni diverse che andranno sulla tavola di qualche ignaro consumatore si deposita e poi si incendia la plastica e si getta all’aperto eternit. Un albero che ha visto molte stagioni è stato incenerito dal materiale e risulta incendiato intorno al suo fusto. Abbiamo contato tra le varie strade ben 7 frigoriferi abbandonati 4 lavatrici. Materassi e plastica sono stati gettati anche nei canali che scorrono lungo le strade.
Non c’è nulla da fare, affogheremo nella nostra sporcizia.
Vorrei ancora una volta invitare i nostri cittadini di essere coscienti nel non sottovalutare la situazione che affligge il nostro paese, dicendo meditate gente ... meditate, perché come dice un vecchio proverbio : “chiru cà faciti truvati”!

Antonio Ricciato

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